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Xience V: maggiore riduzione della ristenosi rispetto a Taxus nelle piccole arterie coronarie

Gli stent a eluizione di farmaco con bassa perdita tardiva del lume possono risultare di particolare beneficio nelle piccole arterie coronarie.

E’ stato esaminato se lo stent a rilascio di Everolimus ( Xience V ) fosse superiore allo stent medicato al Paclitaxel ( Taxus ) nei pazienti trattati con stent da 2.5 mm nello studio SPIRIT III.

Lo SPIRIT III è uno studio prospettico, multicentrico, randomizzato, che ha arruolato 1.002 pazienti.
Uno o più stent da 2.5 mm sono stati impiantati in 160 pazienti nel braccio Xience V e in 59 pazienti nel gruppo Taxus.
Il diametro medio del vaso era di 2.36 e 2.34 mm, rispettivamente, nel gruppo Xience V e nel gruppo Taxus ( p=0.69 ).

A 9 mesi, Xience V, rispetto a Taxus, ha ridotto l’incidenza di eventi avversi cardiaci gravi ( MACE; mortalità cardiaca, infarto miocardico, o rivascolarizzazione della lesione ischemica target ) dal 12.5% al 3.2% ( p=0.02 ) e TVF ( target vessel failure; mortalità cardiaca, re-infarto, o rivascolarizzazione del vaso target ) da 16.1% a 5.2% ( p=0.02 ); la differenza era rappresentata principalmente dalla riduzione della rivascolarizzazione della lesione target ( 12.5% versus 1.3%; p=0.002 ).

La perdita tardiva del lume interno era significativamente ridotta da Xience V, quando confrontato con Taxus ( 0.54 versus 0.11 mm; p=0.01 ), così come la ristenosi angiografica ( 20.8% versus 4.1%; p=0.02 ).

Nell’analisi post hoc dello studio SPIRIT III, lo stent medicato da 2.5 mm Xience V ha ridotto in modo significativo la ristenosi clinica e la ristenosi angiografica, rispetto allo stent di 2.5 mm Taxus.
Questo dato fornisce supporto all’ipotesi che una più bassa perdita tardiva luminale è benefica nella malattia da piccolo vaso. ( Xagena2009 )

Hermiller JB et al, Am Heart J 2009; 158: 1005-1010


Cardio2009

 
 
 
 
 
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