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Antagonisti recettoriali dei mineralcorticoidi nello scompenso cardiaco con ridotta frazione di eiezione


Gli antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi ( MRA ) migliorano la sopravvivenza e riducono la morbilità nei pazienti con insufficienza cardiaca, ridotta frazione di eiezione ( HF-REF ), e sintomi da lievi a gravi, e nei pazienti con disfunzione sistolica del ventricolo sinistro e scompenso cardiaco dopo infarto miocardico acuto.

Questi benefici clinici sono stati osservati in aggiunta a quelli degli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina ( Ace inibitori ) o ad antagonisti dei recettori dell'angiotensina II ( sartani ) e beta-bloccanti.

I vantaggi su morbilità e mortalità potrebbero essere in conseguenza a numerosi effetti combinati, compresi i meccanismi antifibrotici che rallentano la progressione dell'insufficienza cardiaca, prevengono o invertono il rimodellamento cardiaco, o riducono l'aritmogenesi.

Sia Eplerenone ( Inspra ) sia Spironolattone ( Aldactone ) hanno dimostrato i benefici sulla sopravvivenza nei singoli studi clinici.

Differenze farmacologiche esistono tra i farmaci, che possono essere rilevanti per la decisione terapeutica nei singoli pazienti.

Anche se gli eventi come la grave iperpotassiemia sono stati riportati negli studi clinici principali con antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi, questi rischi possono essere ridotti attraverso la selezione dei pazienti, ottimizzando la dose, migliorando l'educazione del paziente, il monitoraggio ed il follow-up.
Se utilizzati in modo appropriato, gli antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi possono migliorare in modo significativo i risultati in tutto lo spettro di pazienti con scompenso cardiaco e ridotta frazione di eiezione. ( Xagena )

Zannad F et al, Eur Heart J 2012; 33: 2782-2795

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