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Anticoagulazione vs terapia antiaggregante o nessuna terapia nei pazienti sottoposti a impianto di valvola bioprotesica


L'utilizzo di antagonisti della vitamina K ( VKA ) rispetto alla terapia antiaggregante / nessuna terapia dopo l'impianto della valvola bioprotesica rimane controverso. 

E' stata effettuata una revisione sistematica della letteratura pubblicata sul confronto tra l'uso di antagonisti della vitamina K e terapia antiaggregante / nessun trattamento in questi pazienti, e una meta-analisi dei rischi e dei vantaggi dell’utilizzo degli antagonisti della vitamina K in confronto con terapia antiaggregante / nessuna terapia.

Sono stati esaminati gli studi clinici randomizzati e gli studi osservazionali di confronto tra antagonisti della vitamina K ( gruppo I ) rispetto a terapia antiaggregante / nessuna terapia ( gruppo II ).
L’esito è stato considerato dopo l'intervento chirurgico.

In totale sono stati inclusi 14 studi ( 2 studi randomizzati, 12 studi osservazionali e un abstract da una conferenza, per un totale di 31.740 pazienti ).

Tra i gruppi I ( antagonisti della vitamina K ) e II ( terapia antiaggregante / nessuna terapia ), non vi sono state differenze in eventi tromboembolici ( 145, 1%, vs 262, 1.5%; odds ratio, OR=0.96 ), mortalità per tutte le cause ( 351, 3.5%, vs 415, 2.9%; OR=1.48 ) o necessità di reintervento chirurgico ( 47, 3.3%, vs 55, 3.2%; OR=0.81 ).

Tuttavia, ci sono stati più eventi di sanguinamento nel gruppo I rispetto al gruppo II ( 292, 2.6%, vs 189, 1.1%; OR=2.26 ).

In conclusione, in una meta-analisi di studi randomizzati e osservazionali di antagonisti della vitamina K, rispetto a terapia antiaggregante / nessun trattamento nei pazienti sottoposti a impianto di valvola bioprotesica, non vi è stato alcun beneficio nell’aggiungere un antagonista della vitamina K per quanto riguarda la tromboembolia o la mortalità.
Tuttavia, l'uso di un antagonista della vitamina K è risultato associato a un aumentato rischio di sanguinamento maggiore. ( Xagena2017 )

Masri A et al, Heart 2017; 103: 40-48

Xagena_Cardiologia_2017



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