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Aritmie: il Propafenone presenta effetti antiaritmici di classe Ic e II


Il Propafenone ( Rytmonorm; Rythmol ) è un farmaco antiaritmico di classe Ic. Ha la struttura chimica tipica di un beta-bloccante, ma gli studi su esseri umani atti a verificare il suo effetto beta-bloccante hanno fornito risultati contrastanti.

Dodici maschi sani hanno ricevuto singole dosi orali di 600 mg di Propafenone secondo un studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo.
E’ stato utilizzato un protocollo cross-over.

Quattro ore dopo l'assunzione del farmaco, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa sono state misurate, e le concentrazioni plasmatiche di Propafenone sono state determinate a riposo, durante l'esercizio fisico e dopo il recupero.

Durante lo sforzo, il Propafenone ha diminuito in modo significativo la frequenza cardiaca ( -6%, P inferiore a 0.05 ), la pressione sistolica ( -6%, P inferiore a 0.05 ), e il prodotto frequenza-pressione ( -11%, P inferiore a 0.05 ).

Le concentrazioni plasmatiche di Propafenone sono aumentate durante l'esercizio fisico ( +23%, P inferiore a 0.05 ) e sono diminuite durante il recupero ( -33%, p inferiore a 0.05 ).

In conclusione, gli effetti sia sulla frequenza cardiaca sia sulla pressione arteriosa, nonché le variazioni delle concentrazioni plasmatiche di Propafenone durante l'esercizio fisico rappresentano due caratteristiche particolari dei beta-bloccanti.
Pertanto, i ricercatori hanno concluso che il Propafenone è un farmaco antiaritmico sia di classe Ic sia di classe II, e 600 mg di Propafenone, vale a dire la dose raccomandata dalle attuali lineeguida per la cardioversione della fibrillazione atriale parossistica, producono un beta-blocco clinicamente significativo.
Pertanto, singole dosi orali di 600 mg di Propafenone appaiono anche adatte alla cardioversione della fibrillazione atriale parossistica nei pazienti con malattia cardiaca strutturale dal momento che i beta-bloccanti sono esplicitamente indicati nel trattamento sia della malattia coronarica sia dell’insufficienza cardiaca. ( Xagena )

Stoschitzky K et al, Europace 2016; 18: 568-571

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