Aggiornamenti in aritmologia
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Xagena Mappa

Efficacia e sicurezza della chiusura della appendice atriale sinistra rispetto al trattamento medico nella fibrillazione atriale


L'efficacia degli antagonisti della vitamina K, rispetto al placebo e alla terapia antiaggregante, è ben definita per la prevenzione dell'ictus nella fibrillazione atriale.
Gli anticoagulanti orali antagonisti non-vitamina K ( NOAC ) sono per lo più superiori agli antagonisti della vitamina K nella prevenzione dell’ictus e della emorragia intracranica.

Recenti studi randomizzati e controllati hanno suggerito la non-inferiorità della chiusura percutanea dell'appendice atriale sinistra ( LAAC ) rispetto agli antagonisti della vitamina K.
Tuttavia, i confronti tra chiusura dell'appendice atriale sinistra rispetto a placebo, terapia antiaggregante o nuovi anticoagulanti orali non-vitamina K sono pochi. 

Una meta-analisi ha valutato l'efficacia e la sicurezza di chiusura dell'appendice atriale sinistra rispetto ad altre strategie per la prevenzione dell'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale.

Sono stati raggruppati tutti gli studi clinici randomizzati che hanno confrontato Warfarin ( Coumadin ) con placebo, terapia antiaggregante o anticoagulanti orali non-vitamina K nei pazienti con fibrillazione atriale. 
Sono stati anche inclusi due grandi studi di chiusura dell'appendice atriale sinistra ed è stata effettuata una meta-analisi per confrontare l'impatto di chiusura dell'appendice atriale sinistra su mortalità, ictus / embolia sistemica e sanguinamento maggiore in relazione al trattamento medico.

La meta-analisi ha incluso 19 studi per un totale di 87.831 pazienti con fibrillazione atriale trattati con anticoagulanti, terapia antiaggregante, placebo o chiusura dell'appendice atriale sinistra.

Il confronto indiretto con la meta-analisi con Warfarin come comparatore comune ha rivelato un beneficio di efficacia favorendo chiusura dell'appendice atriale sinistra rispetto a placebo ( mortalità: HR=0.38, P minore di 0.001; ictus / embolia sistemica: HR 0.24, P minore di 0.001 ) e terapia antiaggregante ( mortalità: HR=0.58, P=0.0018; ictus / embolia sistemica: HR=0.44, P=0.017 ) e mostrando una similitudine con i nuovi anticoagulanti orali ( mortalità : HR=0.76, P=0.211; ictus / embolia sistemica: HR=1.01, P=0.969 ).

La chiusura dell'appendice atriale sinistra ha mostrato tassi comparabili di sanguinamento maggiore rispetto al placebo ( HR=2.33, P=0.183 ), terapia antiaggregante ( HR=0.75, P=0.542 ) e nuovi antiacoagulanti orali ( HR=0.80, P=0.615 ).

I risultati di questa meta-analisi suggeriscono che la chiusura dell'appendice atriale sinistra è superiore al placebo e alla terapia antiaggregante, ed è paragonabile ai nuovi anticoagulanti orali per prevenire la mortalità, ictus o embolia sistemica, con un rischio di sanguinamento simile nei pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare.
Tuttavia, questi risultati devono essere interpretati con cautela e sono necessari ulteriori studi per confermare ulteriormente questo vantaggio. ( Xagena )

Sahay S et al, Heart 2017; 103: 139-147

Xagena_Cardiologia_2017



Indietro

Headlines

Le linee guida raccomandano ai pazienti con insufficienza cardiaca e con frazione di eiezione ridotta ( HFrEF ) il trattamento con più farmaci comprovati per migliorare gli esiti clinici. Non è ben d ...


Canakinumab, un anticorpo monoclonale anti-interleuchina-1 beta ( anti-IL-1 beta ), ha ridotto il rischio di eventi cardiovascolari tra i sopravvissuti a infarto miocardico. Queste sono le conclusioni ...


Uno studio pubblicato su Science Advances ha mostrato che i microrganismi fotosintetici possono rimediare ai danni provocati dall’infarto miocardico. I batteri in grado di effettuare la fotosintesi s ...


Lo studio FOURIER ha stabilito, per la prima volta, che ridurre ulteriormente i livelli di colesterolo LDL, oltre quanto già raggiungibile con la migliore terapia attualmente disponibile, abbassa anco ...


I batteri che popolano l’intestino e digeriscono il cibo, producono metaboliti che possono avere un effetto marcato sul cuore e sui vasi sanguigni. E’ stato scoperto che la misurazione dei livelli di ...


Uno studio ha individuato una relazione dose-risposta tra l'uso di farmaci anti-infiammatori non-steroidei ( FANS ) e l’aumento del rischio di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca. Gli a ...


Le nuove lineeguida dell’European Society of Cardiology ( ESC ) per la diagnosi e il trattamento dello scompenso cardiaco acuto e cronico sono state presentate nel corso del Heart Failure 2016 e del 3 ...


La concentrazione sierica di PCSK9 può essere un predittore di futuri eventi cardiovascolari, anche dopo aggiustamento per i fattori di rischio cardiovascolare tradizionali, tra cui il colesterolo LDL ...


L’Agenzia regolatoria inglese, MHRA, ha approvato una nuova indicazione per Ezetimibe ( Ezetrol ). Ora, Ezetimibe è anche indicato nella riduzione del rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti co ...


Un’analisi post hoc dello studio PARADIGM-HF ( Prospective Comparison of ARNI with ACEI to Determine Impact on Global Mortality and Morbidity in Heart Failure ) ha esaminato le correlazioni tra immuni ...


Nei pazienti con malattia multivasale sottoposti a procedura PCI ( intervento coronarico percutaneo ), la rivascolarizzazione incompleta al momento della dimissione ospedaliera è risultata correlata a ...


E’ stata compiuta una analisi dei dati dello studio TRILOGY ACS con l’obiettivo di definire la frequenza e i fattori associati a nuovi eventi di neoplasia con caratteristiche maligne tra i pazienti co ...