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Esiti con infarto miocardico di tipo 2 rispetto a lesioni non-ischemiche del miocardio


Sono stati identificati i pazienti con infarto miocardico di tipo 2 e i pazienti con danno miocardico non-ischemico, e sono state confrontate la loro prognosi con quelle di pazienti con infarto miocardico di tipo 1.

Uno studio osservazionale retrospettivo è stato effettuato in 1.010 pazienti ammessi al Pronto soccorso con almeno un test sulla troponina I tra il 2012 e il 2013.
I partecipanti sono stati identificati usando i dati di laboratorio e divisi in tre gruppi: infarto miocardico di tipo 1 ( rottura di placca ateromatosa ), infarto miocardico di tipo 2 ( squilibrio tra disponibilità e/o domanda di ossigeno del miocardio ) e lesione miocardica non-ischemica ( pazienti che non soddisfacevano i criteri diagnostici per infarto miocardico di tipo 1 o di tipo 2 ).
Sono state analizzate le caratteristiche cliniche e gli esiti a 2 anni.

I pazienti con infarto miocardico di tipo 2 e lesioni miocardiche non-ischemiche erano più anziani, con una maggiore percentuale di donne e più comorbidità rispetto ai pazienti con infarto miocardico di tipo 1.

La mortalità assoluta e il rischio aggiustato per la mortalità per tutti i casi in entrambi i gruppi sono stati significativamente più elevati di quelli di infarto miocardico di tipo 1 ( 39.7%, HR: 1.41, P=0.038 e 40.0%, HR: 1.54, P=0.002 rispettivamente ).

I pazienti con infarto miocardico di tipo 2 e lesioni miocardiche non-ischemiche tendevano a presentare più episodi di nuovo ricovero a causa di insufficienza cardiaca ( 16.5%, HR=1.55, P=0.133 e 12.3%, HR=1.15, P=0.580 ) e meno tassi di riammissione in ospedale dovuti alla sindrome coronarica acuta, rispetto ai pazienti con infarto miocardico di tipo 1 ( 2.1%, HR=0.11, P minore di 0.001 e 4.3%, HR=0.22, P minore di 0.001 ).

In conclusione, i pazienti con diagnosi di infarto miocardico di tipo 2 e lesioni miocardiche non-ichemiche hanno tassi di mortalità più elevati e tassi di riammissione in ospedale più bassi per sindromi coronariche acute rispetto ai pazienti con infarto miocardico di tipo 1. ( Xagena )

Cadiel G et al, Heart 2017; 103: 616-622

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