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Esiti sesso-specifici con l'aggiunta di defibrillazione alla terapia di resincronizzazione nei pazienti con insufficienza cardiaca


Tra i pazienti trattati con prevenzione primaria con insufficienza cardiaca che ricevono terapia di resincronizzazione cardiaca ( CRT ), l'impatto di un ulteriore trattamento con defibrillatori cardioverter impiantabili ( ICD ) sui risultati e la sua interazione con il sesso rimane incerto.
Si è valutato se l'aggiunta della funzionalità ICD ai dispositivi CRT offra un vantaggio di sopravvivenza più pronunciato negli uomini rispetto alle donne, come suggeriscono precedenti ricerche.

Uno studio di coorte multicentrico osservazionale ha coinvolto 5.307 pazienti consecutivi con cardiomiopatia dilatativa ischemica o non-ischemica e nessuna storia di aritmie ventricolari sostenute con impianto di CRT con ( terapia di resincronizzazione cardiaca con defibrillatore CRT-D, n=4.037 ) o senza ( terapia di resincronizzazione cardiaca con pacemaker CRT-P, n=1.270 ) funzionalità di defibrillatore.

È stato valutato e confrontato l'esito dei pazienti con CRT-D rispetto a CRT-P. L’analisi è stata stratificata secondo il sesso.

Dopo un follow-up mediano di 34 mesi non è stato osservato alcun vantaggio di sopravvivenza di CRT-D rispetto a CRT-P sia negli uomini che nelle donne dopo l’abbinamento per punteggio di propensione ( hazard ratio, HR=0.95, P=0.61 e HR=1.30, P=0.25 rispettivamente ).

Con la ponderazione di probabilità inversa è stato osservato un beneficio di CRT-D negli uomini ( HR 0.78, P=0.012 ) ma non nelle donne ( HR 0.87, P=0.43 ).

L'eccesso non-aggiustato di mortalità dei pazienti con CRT-P rispetto a CRT-D è stato correlato a morte cardiaca improvvisa nel 7.4% dei casi negli uomini, ma solo nel 2.2% dei casi nelle donne.

In conclusione, nei pazienti sottoposti a prevenzione primaria con indicazione di CRT, l'aggiunta di un defibrillatore potrebbe fornire vantaggi supplementari solo a pazienti maschi ben selezionati. ( Xagena )

Barra S et al, Heart 2017; 103: 753-760

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