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Fibrillazione atriale e ictus nei pazienti adulti con difetto del setto atriale ed effetto a lungo termine della chiusura


È stato stimato il rischio di fibrillazione atriale e di ictus e l'impatto della chiusura nei pazienti con difetto del setto atriale, rispetto a una coorte di popolazione generale.

Tutti i pazienti adulti danesi con più di 18 anni di età con diagnosi di difetto del setto atriale dal 1977 al 2009 ( n=1.168 ) sono stati identificati attraverso i Registri di popolazione.

Utilizzando la regressione di Cox, si è confrontato il rischio di fibrillazione atriale e di ictus tra i pazienti con difetto del setto atriale con quello di una coorte abbinata per età e genere.

Il follow-up mediano è stato di 9.6 anni.

I pazienti con difetto del setto atriale hanno presentato un maggior rischio di primo evento di fibrillazione atriale ( hazard ratio aggiustato, aHR=8.2 ) dopo la chiusura rispetto alla coorte di confronto, ma senza alcuna differenza tra chiusura transcatetere e chirurgica ( HR=1.5 ).

I pazienti senza fibrillazione atriale prevalente avevano un'incidenza cumulativa a 10 anni di fibrillazione atriale dell’11% dopo la chiusura rispetto al 2% nella coorte di confronto.

I pazienti con difetto del setto atriale con fibrillazione atriale prevalente hanno continuato a impiegare farmaci anticoagulanti dopo la chiusura / diagnosi.

I pazienti con difetto del setto atriale hanno presentato un aumentato rischio di ictus senza chiusura ( aHR=2.6 ) e con la chiusura ( aHR=2.0 ).
Il rischio di ictus dopo la chiusura era correlato alla fibrillazione atriale ( aHR per fibrillazione atriale 1.3 ).

In conclusione, i pazienti con difetto del setto atriale hanno un rischio maggiore di fibrillazione atriale per la prima volta dopo la chiusura rispetto alla coorte di confronto.
Non vi è stato alcun effetto della chiusura sull'uso dei farmaci correlati alla fibrillazione atriale nei pazienti con fibrillazione atriale prevalente. ( Xagena )

Nyboe C et al, Heart 2015; 101: 706-711

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