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I beta-bloccanti riducono il rischio di mortalità per qualsiasi causa e di mortalità cardiaca nei pazienti con ICD per la prevenzione primaria


La terapia con beta-bloccanti riduce il rischio di mortalità per qualsiasi causa e di mortalità cardiaca nei pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra inferiore al 35% con defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ) per la prevenzione primaria.

E’ stato effettuato un ampio studio osservazionale, retrospettivo, in una coorte di pazienti con insufficienza cardiaca che avevano ricevuto un ICD per la prevenzione primaria nel corso di un periodo di 10 anni. Sono stati presi in considerazione pazienti provenienti da 12 Centri francesi.

Il 15% di 3.975 soggetti che erano stati sottoposti a impianto di ICD non aveva ricevuto un beta-bloccante.
I pazienti non-trattati con beta-bloccanti differivano da quelli che invece sono stati trattati con questi farmaci, per avere un’età maggiore, media, di 2 anni, per avere una frazione di eiezione più bassa del 5%, e per avere una maggiore probabilità di essere stati sottoposti anche a terapia di resincronizzazione cardiaca.

Sulla base delle diverse caratteristiche dei pazienti è stata costituita una coorte di 541 coppie di soggetti strettamente appaiati.

Nel corso di un follow-up medio di 3.2 anni, il rischio di mortalità per qualsiasi causa nei pazienti ICD non-in-trattamento con un beta-bloccante è stato superiore del 34%, rispetto a quello dei soggetti che invece avevano assunto questi farmaci.
Inoltre, il rischio di mortalità cardiaca tra i pazienti non-in-trattamento con i beta-bloccanti è stato maggiore del 50%.

Al contrario, la terapia con beta-bloccanti non ha avuto effetto sul rischio di morte improvvisa o di shock appropriati o inappropriati.

Il dato che la terapia con beta-bloccanti non impedisse la morte improvvisa nei pazienti con impianto di ICD per la prevenzione primaria non era stato in precedenza riportato.
Secondo gli Autori questo può essere spiegato con l’alta efficacia dei dispositivi impiantati che rendono nullo l’effetto dei beta-bloccanti.

I beta-bloccanti dovrebbero continuare a essere utilizzati, come attualmente raccomandato, nell’insufficienza cardiaca nel contesto specifico dei pazienti con impianto profilattico di ICD in modo da prevenire la morte per cause cardiache. ( Xagena )

Fonte: European Society of Cardiology ( ESC ) Meeting, 2016

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