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I pazienti con infarto miocardico presentano un più alto rischio di ictus ischemico


I pazienti con infarto del miocardio presentano un maggior rischio di tutti i sottotipi di ictus nel primo anno post-evento.

Con l’aumentare della sopravvivenza dopo infarto miocardico, una popolazione sempre più numerosa di pazienti è ora a rischio di ictus post-infartuale.

Ricercatori della Aarhus University Hospital ( Danimarca ) hanno condotto uno studio di popolazione a livello nazionale utilizzando i dati medici dei pazienti nel periodo 1980-2009 con l’obiettivo di esaminare il rischio dei sottotipi di ictus.

Sono stati identificati 258.806 pazienti con un primo infarto miocardico e 1.244.773 controlli appaiati per età e sesso.

Il rischio cumulativo di ictus da 1 a 30 anni dopo l'evento infartuale era del 12.6% per l'ictus ischemico, 1.2% per l'emorragia intracerebrale, e 0.24% per l’emorragia subaracnoidea.

Trenta giorni dopo l'evento infartuale miocardico, il rate ratio ( RR ) aggiustato di ictus è stato pari a 30 volte per l'ictus ischemico ( 31.9; IC 95%: 28.4-35.8 ), 20 volte per l’emorragia intracerebrale ( 21.8; IC 95%: 16.6-28.5 ), e 15 volte per l’emorragia subaracnoidea ( 16.6; IC 95%, 8.7-32.0 ).

Il rate ratio di ictus è rimasto elevato durante il periodo 31-365 giorni post-evento.

Nel corso dei successivi 1-30 anni dopo l'evento infartuale, il rischio è rimasto alto per l’ictus ischemico ( 1.6; IC 95%: 1.6-1.6 ), ma è diminuito per l’emorragia intracerebrale e l’emorragia subaracnoidea. ( Xagena )

Fonte: Stroke, 2016

Xagena_Cardiologia_2016



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