52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Aggiornamenti in aritmologia
Xagena Mappa

Il sesso e l’etnia influenzano il ruolo protettivo delle statine nei confronti della malattia di Alzheimer


Il potenziale ruolo protettivo delle statine ( anche noti come farmaci ipocolesterolemizzanti ) nella riduzione del rischio di malattia di Alzheimer varia in base al tipo di statina impiegata, dal genere e dall’etnia.

Lo studio osservazionale si è basato sui dati provenienti da un campione del 20% dei beneficiari del sistema di assistenza sanitaria Medicare dal 2006 al 2013, di età uguale o superiore ai 65 anni, con alta o bassa esposizione alle statine.

Sono stati coinvolti nello studio 399.979 soggetti, di cui 7.794 uomini di razza nera, 24.484 donne di razza nera, 11.200 uomini ispanici, 21.458 donne ispaniche, 115.059 uomini di razza bianca e 195.181 donne di razza bianca, che sono stati abbinati per età, regione, livello di istruzione, e condizioni di co-morbidità.

Nel periodo compreso tra il 2009 e il 2013 l’1.72% delle donne e l’1.32% degli uomini hanno avuto diagnosi, annuale, di malattia di Alzheimer; la più bassa incidenza è stata riscontrata negli uomini bianchi con una incidenza dell’1.23%.

I pazienti con elevata esposizione alle statine hanno presentato una diminuzione del rischio di malattia di Alzheimer, rispetto a quelli con bassa esposizione, sia per gli uomini sia per le donne, con riduzioni, rispettivamente del 12% e 15%.
Questo dopo aggiustamento per i fattori potenzialmente confondenti.

Tuttavia è emerso che l'associazione tra statine e rischio di malattia di Alzheimer variava tra le diverse etnie.

L’alta esposizione alle statine era associata a un ridotto rischio di malattia di Alzheimer per gli uomini ispanici, donne e uomini di razza bianca, e le donne di colore, con un hazard ratio ( HR ), rispettivamente, di 0.71, 0.86, 0.89 e 0.82.
Non è stata invece riscontrata alcuna riduzione del rischio per gli uomini di razza nera con alta esposizione rispetto a bassa con il trattamento a base di statine.

Le statine studiate comprendevano le quattro statine più prescritte. La Simvastatina era la più comunemente usata, dal 62% delle donne e dal 61% degli uomini, seguita da vicino da Atorvastatina, mentre la Pravastatina e la Rosuvastatina erano state utilizzate meno frequentemente.

L’alta esposizione a Simvastatina era associata a un minor rischio di malattia di Alzheimer tra le donne bianche, ispaniche e di razza nera, con un hazard ratio compreso tra 0.78 e 0.86, così come per gli uomini di razza bianca e ispanica con un hazard ratio rispettivamente di 0.90 e di 0.67.

L’Atorvastatina è risultata associata a un rischio ridotto di malattia di Alzheimer tra le donne bianche, le donne di colore, e le donne e gli uomini ispanici, mentre un rischio ridotto con la Pravastatina e la Rosuvastatina è stato riscontrato solo tra le donne bianche.

Questi risultati generalmente supportano la teoria che le statine lipofile ( Simvastatina, Atorvastatina ) attraversano la barriera emato-encefalica più facilmente delle statine idrofile ( Pravastatina e Rosuvastatina ), e possono pertanto avere una forte associazione con il rischio di malattia di Alzheimer.

Nessun tipo di statina era associato a un rischio ridotto di malattia di Alzheimer tra gli uomini di razza nera. E’stato ipotizzato che questo potrebbe essere dovuto alla presenza di varianti genetuca che possono influenzare la clearance del farmaco e aumentare la resistenza. ( Xagena )

Fonte: JAMA Neurology, 2016

Xagena_Cardiologia_2016



Indietro

Headlines

Le linee guida raccomandano ai pazienti con insufficienza cardiaca e con frazione di eiezione ridotta ( HFrEF ) il trattamento con più farmaci comprovati per migliorare gli esiti clinici. Non è ben d ...


Canakinumab, un anticorpo monoclonale anti-interleuchina-1 beta ( anti-IL-1 beta ), ha ridotto il rischio di eventi cardiovascolari tra i sopravvissuti a infarto miocardico. Queste sono le conclusioni ...


Uno studio pubblicato su Science Advances ha mostrato che i microrganismi fotosintetici possono rimediare ai danni provocati dall’infarto miocardico. I batteri in grado di effettuare la fotosintesi s ...


Lo studio FOURIER ha stabilito, per la prima volta, che ridurre ulteriormente i livelli di colesterolo LDL, oltre quanto già raggiungibile con la migliore terapia attualmente disponibile, abbassa anco ...


I batteri che popolano l’intestino e digeriscono il cibo, producono metaboliti che possono avere un effetto marcato sul cuore e sui vasi sanguigni. E’ stato scoperto che la misurazione dei livelli di ...


Uno studio ha individuato una relazione dose-risposta tra l'uso di farmaci anti-infiammatori non-steroidei ( FANS ) e l’aumento del rischio di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca. Gli a ...


Le nuove lineeguida dell’European Society of Cardiology ( ESC ) per la diagnosi e il trattamento dello scompenso cardiaco acuto e cronico sono state presentate nel corso del Heart Failure 2016 e del 3 ...


La concentrazione sierica di PCSK9 può essere un predittore di futuri eventi cardiovascolari, anche dopo aggiustamento per i fattori di rischio cardiovascolare tradizionali, tra cui il colesterolo LDL ...


L’Agenzia regolatoria inglese, MHRA, ha approvato una nuova indicazione per Ezetimibe ( Ezetrol ). Ora, Ezetimibe è anche indicato nella riduzione del rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti co ...


Un’analisi post hoc dello studio PARADIGM-HF ( Prospective Comparison of ARNI with ACEI to Determine Impact on Global Mortality and Morbidity in Heart Failure ) ha esaminato le correlazioni tra immuni ...


Nei pazienti con malattia multivasale sottoposti a procedura PCI ( intervento coronarico percutaneo ), la rivascolarizzazione incompleta al momento della dimissione ospedaliera è risultata correlata a ...


E’ stata compiuta una analisi dei dati dello studio TRILOGY ACS con l’obiettivo di definire la frequenza e i fattori associati a nuovi eventi di neoplasia con caratteristiche maligne tra i pazienti co ...