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Impianto di pacemaker e defibrillatore cardioverter impiantabile: interruzione dell’anticoagulante o terapia ponte con Eparina ?


Molti pazienti che richiedono impianto di un pacemaker ( PM ) o di un defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ) assumono terapia anticoagulante con Warfarin ( Coumadin ).

Per i pazienti ad alto rischio di eventi tromboembolici, le linee guida raccomandano la terapia ponte con Eparina; tuttavia, una serie di casi indica che può essere sicuro eseguire l’intervento chirurgico senza interrompere il trattamento con Warfarin.

Un totale di 681 pazienti, con un rischio annuale di eventi tromboembolici pari al 5% o superiore, sono stati randomizzati a proseguire il trattamento con Warfarin o a effettuare una terapia ponte con Eparina.

L'end point primario era rappresentato dall’insorgenza di un ematoma della tasca clinicamente significativo, associato a ospedalizzazione prolungata, interruzione della terapia anticoagulante o ulteriore intervento chirurgico.

Il Data and Safety Monitoring Board ha raccomandato l’arresto dello studio dopo la seconda analisi ad interim pre-specificata.

L’ematoma clinicamente significativo della tasca si è presentato in 12 dei 343 pazienti ( 3.5% ) nel gruppo Warfarin rispetto ai 54 su 338 ( 16.0% ) nel gruppo ponte con Eparina ( rischio relativo, RR=0.19; Intervallo di confidenza 95%, 0.10-0.36, P inferiore a 0.001 ).

Le complicanze chirurgiche e tromboemboliche sono risultate rare ( un episodio di tamponamento cardiaco e di infarto miocardico nel gruppo ponte con Eparina, e un ictus e un TIA nel gruppo Warfarin ), senza differenze significative tra i due gruppi.

In conclusione, rispetto alla terapia ponte con Eparina, la strategia di non-interruzione del trattamento con Warfarin al momento dell’ impianto di un pacemaker o di un defibrillatore cardioverter impiantabile ha marcatamente ridotto l'incidenza di ematomi della tasca clinicamente significativi. ( Xagena )

Birnie DH et al, N Engl J Med 2013; 368:2084-2093

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