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Inibitori della dipeptidil peptidasi-4 e rischi cardiovascolari nei pazienti con insufficienza cardiaca preesistente


Anche se i recenti studi clinici hanno sollevato preoccupazioni circa il rischio di insufficienza cardiaca con l'uso degli inibitori della peptidasi-4 ( DPP-4 ), mancano ancora dati sui rischi cardiovascolari nei pazienti con scompenso cardiaco preesistente.

È stato utilizzato il database nazionale di Taiwan per identificare 196.986 pazienti con diagnosi di diabete mellito di tipo 2 che avevano una precedente storia di insufficiente cardiaca tra il 2009 e il 2013.
Questa popolazione ha compreso 30.204 utilizzatori di inibitori di DPP-4 e 166.782 non-utilizzatori di inibitori DPP-4.

Gli esiti di interesse erano la mortalità per tutte le cause, la combinazione di infarto miocardico e ictus ischemico, e l'ospedalizzazione per scompenso cardiaco.

L'incidenza negli utilizzatori di DPP-4 rispetto ai non-utilizzatori è stata di 67.02 vs 102.85 per 1.000 anni-persona per la mortalità per tutte le cause, 37.89 vs 47.54 per 1.000 anni-persona per la combinazione di infarto miocardico e ictus ischemico, 12.70 vs 16.18 per 1.000 anni-persona per infarto miocardico e 26.37 vs 32.46 per 1000 anni-persona per ictus ischemico.

Il rischio di mortalità per tutte le cause è stato minore negli utilizzatori degli inibitori di DPP-4 ( hazard ratio, HR=0.67 ), combinazione di infarto miocardico e ictus ( HR=0.81 ), infarto miocardico ( HR=0.80 ) e ictus ischemico ( HR=0.83 ), rispetto ai non-utilizzatori.

In particolare, il rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca non differiva significativamente tra i gruppi.

I risultati sono stati simili dopo aver considerato la morte come un rischio concorrente.

In conclusione, in questa coorte di pazienti con diabete mellito di tipo 2 a livello nazionale, i rischi di mortalità e combinazione di infarto miocardico e di ictus ischemico sono stati inferiori per i pazienti che hanno ricevuto inibitori DPP-4 rispetto a quelli che non hanno ricevuto tale trattamento.
L'uso di inibitori DPP-4 non è risultato associato a un più alto rischio di ospedalizzazione per scompenso cardiaco anche nei pazienti con preesistente insufficienza cardiaca. ( Xagena )

Ou S et al, Heart 2017; 103: 414-420

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