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La presenza di calcio nella arteria coronaria nei giovani adulti può aumentare il rischio di cardiopatia e di malattia cardiovascolare


La presenza di qualsiasi quantità di calcio coronarico ( CAC ) tra gli adulti di età compresa tra 32 a 46 anni è risultata associata a un aumento di 5 volte degli eventi coronarici fatali e non-fatali durante 12.5 anni di follow-up.

Lo studio CARDIA ( Coronary Artery Risk Development in Young Adults studio ) aveva in precedenza riportato che i fattori di rischio cardiovascolare modificabili a una età media di 25 anni erano associati a calcio nelle coronarie, misurato 15 anni più tardi, a un'età media di 40 anni.

Non era noto se la presenza di calcio coronarico nella mezza età fosse associato a un rischio di eventi cardiaci nel corso del decennio successivo, in questa popolazione di soggetti più giovani.

Ricercatori della Vanderbilt University Medical Center ( Nashville, Tennessee, U.S. ) hanno condotto uno studio osservazionale di follow-up sui partecipanti allo studio CARDIA che presentavano misurazione del calcio nelle coronarie, 15, 20, e 25 anni dopo l’arruolamento.

Al 15° anno dello studio tra i 3.043 partecipanti ( età media, 40 anni ), il 10% presentava calcio nelle coronarie.
I partecipanti sono stati seguiti per 12.5 anni.

In questo periodo si sono registrati 57 eventi di malattia coronarica e 108 eventi cardiovascolari.

Dopo aggiustamento per caratteristiche demografiche, fattori di rischio, e trattamenti, le persone con qualsiasi quantità di calcio nelle coronarie presentavano un aumento di 5 volte degli eventi cardiaci e un aumento di 3 volte degli eventi cardiovascolari.

Secondo i ricercatori sottoporre tutti gli individui di età compresa tra 32 a 46 anni a screening per la presenza di calcio nelle coronarie non è una strategia fattibile.
Piuttosto, può essere preso in considerazione un approccio più mirato, basato sulla misurazione dei fattori di rischio nella vita adulta per prevedere gli individui ad alto rischio per lo sviluppo di calcio nelle coronarie.
Dallo studio è emerso che il calcio nelle coronarie, presente nel periodo compreso tra 32 anni e 46 anni è associato a un aumentato rischio di malattia coronarica e di morte prematura. Questo sottolinea l’importanza di strategie di prevenzione fin dalla più giovane età. ( Xagena )

Fonte: JAMA Cardiology, 2017

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