Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
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Associazione Silvia Procopio

Malattia coronarica stabile: valore prognostico della troponina I, misurata con test ad alta sensibilità


L’obiettivo di uno studio è stato quello di valutare il valore prognostico dei livelli di troponina cardiaca I, misurata con i test ad alta sensibilità, nei pazienti a basso rischio, con malattia coronarica stabile, comparando le sue caratteristiche e il suo valore prognostico con quelle della troponina cardiaca T ad alta sensibilità ( hs-TnT ).

I livelli al basale della troponina cardiaca I ad alta sensibilità ( hs-TnI ) sono stati valutati in 3.623 pazienti con malattia coronarica stabile e con funzione sistolica preservata, arruolati nello studio PEACE ( Prevention of Events with ACE-inhibitor enzimatic therapy ).

Il 98.5% dei pazienti aveva valori di hs-TnI superiori al limite di normalità ( 1.2 pg/ml ).

La troponina I ad alta sensibilità è risultata moderatamente correlata con la troponina T ad alta sensibilità ( r = 0.44 ) e con NT-proBNP ( frammento amino-terminale del pro-peptide natriuretico di tipo B ) ( r = 0.39 ), ma solo debolmente con l'età ( r = 0.17 ) e la velocità di filtrazione glomerulare stimata [ eGFR ] ( r = -0.11 ).

Durante un follow-up di 5.2 anni, 203 pazienti sono morti per cause cardiovascolari o sono stati ospedalizzati per insufficienza cardiaca, e 209 pazienti hanno presentato infarto miocardico non-fatale.

Nelle analisi aggiustate per i marcatori di rischio convenzionali, i livelli di NT-proBNP, hs-TnT, hs-TNI nel quarto quartile rispetto ai tre quartili più bassi, erano associati all'incidenza di morte cardiovascolare o di insufficienza cardiaca ( hazard ratio, HR=1.88, intervallo di confidenza 95%: 1.33-2.66, p inferiore a 0.001 ).

E’stata riscontrata una significativa, anche se più debole associazione con infarto miocardico non-fatale ( HR=1.44, intervallo di confidenza 95%: 1.03-2.01, p=0.031 ).

Negli stessi modelli, le concentrazioni di hs-TnT erano associate all'incidenza di mortalità cardiovascolare o scompenso cardiaco, ma non di infarto miocardico.

In conclusione, nei pazienti con coronaropatia stabile, le concentrazioni di hs-TnI sono risultate associate al rischio cardiovascolare indipendentemente dal marcatore di rischio convenzionale e di hs-TnT. ( Xagena )

Omland T et al, J Am Coll Cardiol 2013; 61:1240-1249

Xagena_Cardiologia_2013



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