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Associazione Silvia Procopio

Mutazioni inattivanti il gene ANGPTL4 e rischio di coronaropatia


Livelli plasmatici più alti del normale dei trigliceridi rappresentano un fattore di rischio per la malattia cardiovascolare ischemica. L'attivazione della lipoproteina lipasi, un enzima che è inibito dal fattore angiopoietin-simile 4 ( ANGPTL4 ), ha dimostrato di ridurre i livelli di trigliceridi circolanti.

Sono stati sequenziati gli esoni di ANGPTL4 nei campioni ottenuti da 42.930 partecipanti di origine prevalentemente europea nello studio DiscovEHR.

Sono stati eseguiti i test di associazione tra i livelli di lipidi e la variante missenso E40K ( associata a ridotti livelli di trigliceridi plasmatici ) e altre mutazioni inattivanti.
Sono state valutate le associazioni tra malattia coronarica e la variante E40K e altre mutazioni inattivanti in 10.552 partecipanti con malattia coronarica e 29.223 controlli.
E’ stato anche testato l'effetto di un anticorpo monoclonale umano contro ANGPTL4 sui livelli lipidici nei topi e scimmie.

Sono stati identificati 1661 eterozigoti e 17 omozigoti per la variante E40K e 75 partecipanti che avevano altri 13 mutazioni monoalleliche inattivanti ANGPTL4.

I livelli di trigliceridi si sono ridotti del 13% e i livelli di lipoproteine ad alta densità ( HDL ) erano superiori del 7% tra i portatori della variante E40K rispetto ai non-portatori.

I portatori della variante E40K avevano minore probabilità rispetto ai non-portatori di presentare coronaropatia ( odds ratio, OR=0.81; intervallo di confidenza [ IC ] 95%, 0.70-0.92; P = 0.002 ).

Gli omozigoti E4K0 avevano livelli nettamente inferiori di trigliceridi e livelli elevati di colesterolo HDL rispetto a quelli eterozigoti.

I portatori di altre mutazioni inattivanti avevano anche livelli di trigliceridi più bassi e più alti livelli di colesterolo HDL con minore probabilità di avere coronaropatia rispetto ai non-portatori.

L'inibizione di Angptl4 mediante l'utilizzo di anticorpi monoclonali in modelli animali ( topi e scimmie ) ha ridotto i livelli di trigliceridi.

Dallo studio è emerso che i portatori di E40K e altre mutazioni inattivanti ANGPTL4 avevano livelli più bassi di trigliceridi e un minor rischio di coronaropatia rispetto ai non-portatori. L'inibizione di Angptl4 in topi e scimmie ha determinato anche una riduzione corrispondente in questi valori. ( Xagena )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2016

Xagena_Cardiologia_2016



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