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Pazienti con grave disfunzione sistolica del ventricolo sinistro e impianto di ICD: determinanti di mortalità per qualsiasi causa nei diversi gruppi di età


Lo scompenso cardiaco è una condizione comune nei pazienti anziani. Nonostante i grandi miglioramenti compiuti dalla terapia medica, la mortalità cardiaca rimane alta.

Il defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ) allunga in maniera significativa il tasso di sopravvivenza nei soggetti con grave insufficienza cardiaca, ma esistono poche evidenze sul suo effetto nelle persone anziane.

Lo scopo di uno studio è stato quello di confrontare i determinanti di prognosi correlati all'età in un'ampia popolazione di pazienti con ICD.

I ricercatori hanno diviso tutti i pazienti che erano stati sottoposti a impianto di defibrillatore cardioverter in 117 Centri italiani partecipanti al ClinicalService Project in 3 gruppi di età ( meno di 65, 65-74, maggiore o uguale a 75 anni ), e hanno raccolto le variabili cliniche e strumentali al basale e durante il follow-up ( durata media del periodo osservazionale: 27 mesi ).

Tra il 2004 e il 2011, 6.311 pazienti sono stati arruolati ( 5.174 uomini; frazione di eiezione ventricolare sinistra [ FEVS ] 29% ± 9% ); in 1.510 soggetti l’età era pari o superiore a 75 anni ( 23.9%; età media 78 ± 3 anni ).

La prevalenza di comorbidità è risultata aumentata con l'età.

L'insufficienza cardiaca era più frequentemente causata dalla malattia coronarica negli anziani, che inoltre presentavano classe NYHA peggiore.

All'analisi multivariata, l'età avanzata, la malattia coronarica, la malattia polmonare ostruttiva cronica ( BPCO ), l’insufficienza renale cronica, il diabete, le aritmie ventricolari complesse, e la frazione di eiezione ventricolare sinistra erano predittori significativi di mortalità per qualsiasi causa.

Dopo aggiustamento, l'hazard ratio ( gruppo di età ) per la mortalità era inferiore del 22.6% rispetto alla analisi univariata.

Quando i gruppi sono stati analizzati separatamente, la sola età era in grado di predire la mortalità nei soggetti più anziani.

In conclusione, gran parte della popolazione presa in esame aveva un’età maggiore o uguale a 75 anni.
La mortalità è risultata correlata all'età e a diverse co-morbidità, fatta eccezione per i pazienti più anziani nei quali l'età da sola aveva un valore predittivo. ( Xagena )

Fumagalli S et al, Am J Cardiol 2014; 113: 1691-1696

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