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Studio INTERSTROKE: i fattori di rischio modificabili possono spiegare il 90% degli ictus acuti


Dieci fattori di rischio modificabili, soprattutto l’ipertensione, sono responsabili di circa il 90% degli ictus acuti in tutto il mondo, secondo lo studio caso-controllo INTERSTROKE.

Lo studio è stato disegnato per esplorare in modo adeguato i fattori di rischio di ictus in tutte le principali Regioni del mondo, nelle popolazioni chiave e tra i sottotipi di ictus.
Lo studio ha confermato che i 10 fattori di rischio modificabili sono associati al 90% dei casi di ictus in tutte le Regioni del mondo, interessando sia i giovani sia gli anziani, sia gli uomini sia le donne.
Lo studio ha confermato che l'ipertensione è il più importante fattore di rischio modificabile in tutte le Regioni esaminate, ed è l'obiettivo chiave per ridurre il carico di ictus a livello globale.

I Ricercatori hanno condotto uno studio caso-controllo in 32 Paesi nei cinque Continenti, che ha riguardato 13.477 pazienti con ictus ( 10.388 con ictus ischemico, 3.059 con emorragia intracerebrale ), abbinati per età e sesso con 13.472 controlli senza ictus.

I Ricercatori hanno scoperto che i seguenti fattori erano associati in maniera indipendente allo sviluppo di ictus:

a) pressione arteriosa sistolica di140 mmHg o diastolica di 90 mmHg o storia di ipertensione: odds ratio, OR = 2.98; IC 99%, 2.72-3.28; rischio attribuibile alla popolazione ( PAR ), 47.9%; IC 99%, 45.1-50.6;

b) regolare attività fisica: OR = 0.6; IC 99%, 0.52-0.7; PAR=35.8%; IC 99%, 27.7-44.7;

c) rapporto apolipoproteina B / apolipoproteina A-I [ ApoB/ApoA-I ]: odds ratio per il più alto terzile rispetto al più basso, OR=1.84; IC 99%, 1.65-2.06; PAR per i due più alti terzili versus il più basso terzile, 26.8%; IC 99%, 22.2-31.9;

d) dieta valutata dalla scala modificata Alternative Healthy Eating Index: odds ratio per il più alto terzile rispetto al più basso terzile, OR=0.6; IC 99%, 0.53-0.67; PAR per i due più bassi terzili contro il terzile più alto = 23.2%; IC 99%, 18.2-28.9;

e) rapporto vita-fianchi: odds ratio per il più alto terzile rispetto al terzile più basso, OR=1.44; IC 99%, 1.27-1.64; PAR per i due terzili più alti versus terzile più basso, 18.6%; IC 99%, 13.3-25,3;

f) fattori psicosociali: OR = 2.2; IC 99%, 1.78-2.72; PAR=17.4%; IC 99%, 13.1-22.6;

g) fumare [ corrente ]: OR = 1.67; IC 99%, 1.49-1.87; PAR=12.4%; IC 99%, 10.2-14.9;

h) cause cardiache: OR = 3.17; IC 99%, 2.68-3.75; PAR=9.1%; IC 99%, 8-10.2;

i) consumo di alcol: OR = 2.09 per i bevitori pesanti versus gli ex-bevitori o coloro che non-bevono; IC 99%, 1.64-2.67; PAR per bevitori correnti versus mai-bevitori o ex-bevitori, 5.8%; IC 99%, 3.4-9.7;

L) diabete mellito: OR = 1.16; IC 99%, 1.05-1.3; PAR=3,9%; IC 99%, 1.9-7.6.

L'ipertensione era maggiormente associata ad emorragia intracerebrale rispetto ad ictus ischemico, mentre il fumo corrente, il diabete mellito, il rapporto tra le apolipoproteine e le cause cardiache ( P inferiore a 0.0001 per tutti ) erano maggiormente responsabili dell’ictus ischemico. ( Xagena )

Fonte: The Lancet, 2016

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