Aggiornamenti in Aritmologia
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Xagena Mappa
Xagena Newsletter

Valvole aortiche bioprotesiche strutturalmente deteriorate: tecnica valve-in-valve


Uno studio condotto su 460 pazienti con valvole aortiche bioprotesiche strutturalmente deteriorate ha confermato che la tecnica valve-in-valve rappresenta una buona strategia per riparare stenosi o leaks paraprotesici, piccoli rigurgiti tra anello della protesi e orifizio valvolare, senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto.

La tecnica di sostituzione delle valvole aortiche prevede sempre di più l’impiego di bioprotesi anziché di valvole meccaniche, ma il progressivo deterioramento strutturale della valvola può portare al fallimento dell’impianto con comparsa di stenosi valvolare, rigurgiti, o una combinazione di entrambi.
A causa del numero crescente di bioprotesi, si prevede, inoltre, un aumento dei casi di degenerazione valvolare.

Anche se il reintervento è lo standard terapeutico, questi pazienti sono spesso anziani e la cardiochirurgia ripetuta aumenta morbilità e mortalità.
L’alternativa può essere rappresentata dalla tecnica valve-in-valve, che consiste nell’impianto di una seconda protesi dentro la prima.
Il trattamento è meno invasivo, specie per i pazienti ad alto rischio chirurgico, e studi precedenti ne hanno dimostrato la fattibilità: i dati del registro VIVID, Valve in Valve International Data, hanno mostrato un successo del 93.1%.

Finora, tuttavia, mancava una valutazione globale a lungo termine su un più ampio numero di pazienti. Lo studio multinazionale ha coinvolto 55 Centri, e ha valutato la sopravvivenza di 459 pazienti di età media 78 anni sottoposti a impianto transcatetere valve-in-valve tra il 2007 e il 2013.

La sopravvivenza globale a 1 anno è stata dell’83.2%, più bassa nei pazienti con stenosi ( 76.6% ), rispetto a quelli con rigurgito ( 91.2 ) e al gruppo con entrambe le complicazioni ( 83.9% ).

I pazienti con valvole piccole ( uguali o inferiori a 21 millimetri ) hanno presentato una sopravvivenza a 1 anno minore rispetto a quelli con valvole più grandi. ( Xagena )

Fonte : Journal of American Medical Association ( JAMA ), 2014

Xagena_Cardiologia_2014



Indietro

Headlines

Le linee guida raccomandano ai pazienti con insufficienza cardiaca e con frazione di eiezione ridotta ( HFrEF ) il trattamento con più farmaci comprovati per migliorare gli esiti clinici. Non è ben d ...


Canakinumab, un anticorpo monoclonale anti-interleuchina-1 beta ( anti-IL-1 beta ), ha ridotto il rischio di eventi cardiovascolari tra i sopravvissuti a infarto miocardico. Queste sono le conclusioni ...


Uno studio pubblicato su Science Advances ha mostrato che i microrganismi fotosintetici possono rimediare ai danni provocati dall’infarto miocardico. I batteri in grado di effettuare la fotosintesi s ...


Lo studio FOURIER ha stabilito, per la prima volta, che ridurre ulteriormente i livelli di colesterolo LDL, oltre quanto già raggiungibile con la migliore terapia attualmente disponibile, abbassa anco ...


I batteri che popolano l’intestino e digeriscono il cibo, producono metaboliti che possono avere un effetto marcato sul cuore e sui vasi sanguigni. E’ stato scoperto che la misurazione dei livelli di ...


Uno studio ha individuato una relazione dose-risposta tra l'uso di farmaci anti-infiammatori non-steroidei ( FANS ) e l’aumento del rischio di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca. Gli a ...


Le nuove lineeguida dell’European Society of Cardiology ( ESC ) per la diagnosi e il trattamento dello scompenso cardiaco acuto e cronico sono state presentate nel corso del Heart Failure 2016 e del 3 ...


La concentrazione sierica di PCSK9 può essere un predittore di futuri eventi cardiovascolari, anche dopo aggiustamento per i fattori di rischio cardiovascolare tradizionali, tra cui il colesterolo LDL ...


L’Agenzia regolatoria inglese, MHRA, ha approvato una nuova indicazione per Ezetimibe ( Ezetrol ). Ora, Ezetimibe è anche indicato nella riduzione del rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti co ...


Un’analisi post hoc dello studio PARADIGM-HF ( Prospective Comparison of ARNI with ACEI to Determine Impact on Global Mortality and Morbidity in Heart Failure ) ha esaminato le correlazioni tra immuni ...


Nei pazienti con malattia multivasale sottoposti a procedura PCI ( intervento coronarico percutaneo ), la rivascolarizzazione incompleta al momento della dimissione ospedaliera è risultata correlata a ...


E’ stata compiuta una analisi dei dati dello studio TRILOGY ACS con l’obiettivo di definire la frequenza e i fattori associati a nuovi eventi di neoplasia con caratteristiche maligne tra i pazienti co ...